Si dice che a Fritz piaccia correre intorno al forte la sera, con la sua divisa del 1700 ancora in buono stato. Franz, soldato tedesco della Seconda guerra mondiale, fa la ronda con il cane. Il nostro preferito è Carmine, pare abbia un’aria simpatica: «Soldato della Grande Guerra, suonava in una banda. È morto sul Carso, ma è tornato al Forte perché qui si trovava bene» racconta Idamanuela Fanton, socia del Comitato Forte Gazzera di Mestre. Lo dice per sentito dire, è chiaro: «Non sono io ad aver visto Franz, Fritz e tutti gli altri a spasso qui al Forte, qualcuno però giura di averci fatto qualche chiacchierata. E poi c’è un’altra storia a cui sono legata, quella della giovane Carlotta. I vecchi della zona raccontano ancora di lei, sparita qui a fine Ottocento. Si narra che portasse le uova al comando dei soldati italiani di stanza nella struttura, e che abbia finito per innamorarsi di uno di loro, sposato poi in gran segreto in barba al comandante, che si vendicò con la promessa di inviarlo al fronte» racconta Idamanuela, così affezionata da aver tradotto la vicenda in versi. «Pare che portasse già una vita in grembo, e che per il parto finito male di lei e la disperazione di lui, entrambi non siano mai più usciti dalla fortezza». Un romanzo degno di Emily Bronte alle porte di Mestre, che val bene una notte paurosa a caccia di fantasmi.