È nata e cresciuta nella Silicon Valley. Masticando tecnologia fin da bambina. E come tanti GenZer, è stata nutrita del mito assoluto di Big Tech, di brand come Apple, Facebook, Google, che sostituendo la tv l’hanno accompagnata da sempre.

A nove anni, ha ricevuto in regalo il suo primo iPod Touch. Anche a scuola, in California (come nella lontana e piccola Estonia), la tecnologia era ed è di casa: sperimentata, abbracciata, consumata senza limiti. Diventata parte dell’esistenza di milioni di giovani.

La dipendenza

Ma è stato intorno ai 15 anni che Gabriela Nguyen ha scoperto il rovescio della medaglia della sbornia social. La sua dipendenza dallo smartphone la stava consumando poco a poco: non riusciva più a concentrarsi, aveva bisogno di ore e ore per finire i compiti.

Il diabolico touch screen stava alterando la sua stessa percezione del mondo, spiega la ragazza, dal rapporto con gli amici a quello con la sua famiglia.