«Stando mesi in ospedale da soli si acquisisce la consapevolezza che inclusione significa stare con gli altri e che una persona da sola non va da nessuna parte… tante persone insieme possono muovere il mondo».
«Per me essere inclusa è vivere, cioè partecipare alla vita sociale. Significa essere (sentirsi) accolta; significa essere accettata dagli altri, significa pari opportunità».
«Andavo al lavoro e la chemioterapia e lo stress mi causavano dei vuoti di memoria. Un giorno in ufficio dovevo prendere l’ordine del pranzo e non mi ricordavo più il nome dei miei colleghi, sono scoppiata a piangere. Ho spiegato cosa era successo e loro, il giorno dopo, mi hanno fatto trovare dei post-it per appuntarmi i nomi che non ricordavo. Mi sono sentita capita. Avevo spiegato l’impatto della malattia sulla mia vita; averlo raccontato e aver ricevuto la loro risposta mi ha fatto sentire inclusa».
Sono alcune testimonianze di pazienti con malattie rare e oncologiche raccolte nell'ambito del progetto «Ridefiniamo l’inclusione: parole e azioni per la Health Equity»: dalle loro parole dieci artisti hanno preso spunto per renderle «visibili» e realizzare delle illustrazioni basate sull’idea dell’equità in salute.







