Lo chiamano «Viperetta», «Gatto del Testaccio», qualcuno (l’ex allenatore della Sampdoria Marco Giampaolo) addirittura «un rancoroso dio del Vecchio Testamento». Massimo Ferrero però tira dritto – come sempre – e a Belve, nella puntata di martedì 28 maggio, si definisce un «maschio Scarface: so’ un riccio, si me dai fastidio te puncico».

Assicura di essere invidiatissimo («a 70 anni vado ancora de moda») e attribuisce proprio all’invidia la genesi della vicenda giudiziaria che coinvolse, lui e sua figlia, nel 2021 e dalla quale, tre anni dopo, è stato prosciolto: «Hanno voluto fermarmi. Non ci credevo, mi è crollato il mondo. Ai miei figli, per proteggerli, ho detto che era tutto un film». Secondo Viperetta, nella sua carriera imprenditoriale ha pagato lo scotto della franchezza: «Sono ingombrante perché dico quello che penso e la verità fa male».

TV

Lunetta Savino a Belve: “Il cinema italiano snobba le attrici, siamo le parenti povere delle star hollywoodiane”

FRANCESCA D'ANGELO