Massimo Ferrero riparte dalla Ternana, dopo l’iter giudiziario, la confisca dei cinema, la complessa uscita di scena dalla Sampdoria. Non avrà un ruolo definito nell’organigramma del club umbro, ma ha sempre molte cose da raccontare. E lo ha fatto in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: «Le minacce? Io ho paura solo dell’amore. Quando ti innamori di una donna che ti fa soffrire, è come una coltellata. Dell’odio non me ne frega niente, un sentimento che appartiene agli insicuri. Anzi, mi faccia mandare un messaggio a quelli che mi spedirono una testa di maiale dicendo che la prossima sarebbe stata la mia: non potevate mandarmi qualche bistecca? So’ tanto bone!».
Intanto la sua vecchia Sampdoria solo pochi giorni fa ha vinto il primo match in B di questa stagione: «Era ora! Quando andai via dissi che i sampdoriani mi avrebbero rimpianto. E adesso cominciano a capire che il calcio è di tutti, ma non per tutti. Quando dico così mi riferisco all’attuale proprietà. Ferrero non può piacere a tutti come carattere, ma per la Samp ha fatto tanto. Quanto ho incassato dalla cessione del club? Zero. Mi hanno defraudato».
Con Matteo Manfredi non c’è un buon rapporto. L’attuale presidente blucerchiato ha descritto la situazione del club come «devastata da chi ci ha preceduto»: «Ma come si permette? Non dica falsità su di me. Gli ho lasciato un club meraviglioso, organizzato. Io non mi permetto di parlare come lui. Ha trovato un investitore che gli ha dato 100 milioni, io con una cifra del genere avrei vinto la Champions».






