Roma, 27 mag. (askanews) – L’arte di Edward Spitz arriva nel cuore di Roma con una nuova mostra, “Print is not dead”, che inaugura il 29 maggio nella galleria che porta il suo nome, Edward Spitz Gallery, in via del Babuino. L’esposizione sarà visitabile dal 30 maggio al 31 luglio.
In un’epoca in cui tutto corre, scorre e si dissolve in un feed, Spitz prova a fermare il tempo. Strappa pagine, recupera ritagli, icone pop, titoli, immagini e li imprigiona nella resina. Ogni opera diventa così un manifesto cristallizzato, un atto di resistenza contro l’oblio, l’algoritmo, la distrazione di massa. Le opere dell’artista nascono da un processo di assemblaggio e stratificazione. Seleziona materiali cartacei originali giornali d’epoca, pubblicità vintage, strisce di fumetti, riviste illustrate che compone su supporti rigidi in layout iconici o narrativi. L’intero collage viene poi inglobato in una colata di resina trasparente, che ne preserva la struttura e amplifica l’effetto visivo, creando superfici lucide, profonde e dal forte impatto materico. Così, ogni opera è concepita insieme come reliquia pop e atto critico sulla cultura contemporanea.
La mostra vuole essere una riflessione visiva potente sulla memoria, sull’identità e sulla cultura pop. Non è nostalgia. È resistenza. Titoli che oggi sembrerebbero anacronistici, figure che hanno abitato l’infanzia collettiva, simboli di una cultura globale: tutto viene riassemblato con lucida consapevolezza, come in un collage emotivo che scardina le certezze e invita a pensare. Spitz non dipinge, riscrive. Non denuncia, deride. Non si firma, scompare.






