Non basta far la somma dei voti per la valutazione di fine anno, bisogna avere il coraggio di arrotondare per eccesso, se si è di fronte ad un'alunna modello. E anche se manca qualcosina, la lode va data. E' in estrema sintesi il messaggio della sentenza del Tar della Liguria che il 15 maggio ha accolto il ricorso di due genitori contro il voto dell’esame di terza media della figlia, che aveva avuto «soltanto» dieci, senza lode. La pagella ora è da rifare e i professori hanno due settimane per trovare e applicare dei criteri migliori di quelli che avevano scelto per l'esame. .

I fatti si sono svolti in una scuola media di Finale Ligure. La «sfortunata» alunna, nonostante l'eccellente percorso scolastico con valutazioni superiori a quelle di tutti gli altri studenti, valutata con un criterio puramente aritmetico, si era ritrovata con un voto arrotondato al ribasso, uguale a quello di alcuni suoi compagni che invece, partendo da voti più bassi si erano visti riconoscere un arrotondamento per eccesso. Senza correttivi, tutti i voti si sono «appiattiti» nel voto di ammissione all'esame. Quando poi alcuni dei compagni meno brillanti ma premiati nella media hanno ottenuto la lode e la loro figlia no, i due genitori hanno deciso di ricorrere. Dai loro calcoli la figlia era stata penalizzata con uno 0,3 in meno sul punteggio finale che le era valso la perdita della possibilità di avere la lode.