Venezia, 27 mag. (askanews) – La Biennale Arte 2026 si terrà dal 9 maggio al 22 novembre sulla base del progetto concepito dalla curatrice Koyo Kouoh, improvvisamente scomparsa il 10 maggio scorso. D’accordo con la famiglia e il suo team di lavoro, la Biennale ha deciso di proseguire sulla strada intrapresa e oggi è stato annunciato il titolo: “In Minor Keys”, scelto dalla stessa curatrice, il cui lavoro verrà portato avanti dai suoi più stretti collaboratori: le advisor Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Helene Pereira e Rasha Salti; l’editor-in-chief Siddhartha Mitter; e l’assistente Rory Tsapayi.
A Ca’ Giustinian la squadra ha reso omaggio a Kouoh, in una cerimonia commovente e sentita. Il progetto non è stato presentato, come da prassi, nei dettagli, questi verrano dati solo a febbraio 2026, ma è stato importante certificare la continuità del progetto, nonostante il lutto.
“Il suo – ha detto il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco – è un lavoro che arriva a noi ed è adesso a tutti voi offerto in una mole preparatoria che è già progetto. La Biennale fa oggi quello che da 130 anni fa: realizza, mette a terra, edifica l’idea di un curatore che oggi nell’assenza è presente per suggerire da quell’altrove una strada. Ed è una strada precisa: è il futuro. Il valore di una vita si misura nella capacità con qui questa vita lascia un’impronta. Oggi realizziamo la sua mostra e la sua proposta è quella di un sussurro, di un sottovoce che è l’esatto merito con cui la giusta luce trova spazio e si dispiega. L’arte va ben oltre il futuro presente, è il tempo dilatato, è il prima e il dopo ed è il permanere di una volontà di parola, segno, presenza nella vita”.






