«L’Europa può scomparire dalla storia senza una solida base industriale». La frase è forte. E’ di quelle che suonano la sveglia. Soprattutto perché a sottoscriverla è l’80% degli amministratori delegati e top manager delle aziende europee interpellati in una ricerca di Boston Consulting Group. Il sondaggio ha chiamato a raccolta 850 vertici di aziende del Vecchio continente (circa 100 italiani) e il loro giudizio rimbomba forte come un vero e proprio campanello d’allarme: se l’Europa non interviene in fretta con riforme e investimenti, il 72% dei top manager prevede di essere costretto a ridurre la forza lavoro nelle proprie aziende, il 66% si aspetta di aumentare le delocalizzazioni per andare a produrre dove è più facile farlo (il 75% tra gli italiani) e il 62% prevede un calo dell’innovazione e della Ricerca & Sviluppo. Insomma: se l’Europa non si dà una mossa, «può scomparire dalla storia». Ma il sondaggio infonde anche un certo senso di speranza: dopo l’avvio della guerra dei dazi di Trump è notevolmente aumentata la percentuale di top manager ottimista sul futuro della competitività europea (passata dal 39% al 71%).

Lo spaccato

«Lo studio mette in evidenza un crescente senso di urgenza tra i top manager delle aziende europee - osserva Matthias Tauber, capo dell’area Emesa (Europa, Medio Oriente, Sud America e Africa) di Boston Consulting Group -. Gli stessi capi azienda sono però divisi sulla capacità della classe politica di agire: il 49% è convinto che i politici europei comprendano la portata e l’urgenza della sfida, mentre il 51% pensa di no». Questo è il punto: la politica aggressiva di Trump sta dando all’Europa l’opportunità e l’urgenza di agire, ma metà dei top manager crede che la classe politica non lo comprenda davvero. Il monito lanciato non va sottovalutato: l’analisi è stata infatti condotta su un campione di 850 executive europei, di cui il 38% ricopre il ruolo di amministratore delegato e il restante 62% comprende figure C-level provenienti da diverse funzioni aziendali. I partecipanti operano in una varietà di settori e appartengono ad aziende con un fatturato annuo compreso tra 500 milioni e oltre 50 miliardi di euro. Insomma: le prime linee dell’industria europea.