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Da un paio di mesi il capo della giunta militare che governa il Burkina Faso, Ibrahim Traoré, è diventato una sorta di idolo per una bolla di utenti sui social media: sono centinaia i video che lo ritraggono mentre tiene un discorso appassionato contro l’imperialismo occidentale, quelli che mostrano celebrità e personaggi importanti dedicargli una canzone o un messaggio di stima, o decine di migliaia di persone per le strade di città occidentali che manifestano in suo sostegno.
Il problema è che i video sono falsi, realizzati grazie all’intelligenza artificiale e promossi attraverso pagine di disinformazione che molti osservatori associano alla propaganda russa. Molti sono stati pubblicati nelle ultime settimane: hanno come protagonisti celebri cantanti statunitensi, perlopiù afroamericani, che dedicano a Traoré varie versioni di una canzone che titola sempre qualcosa come «Dio proteggi Traoré».
I più visti sono stati quelli di R. Kelly, produttore e cantante statunitense, e Beyoncé, ma ce ne sono anche del rapper 50 Cent, della cantante Rihanna o di Justin Bieber. Il testo è sempre più o meno lo stesso: celebra Traoré come eroe del popolo burkinabé e chiede a Dio di proteggerlo nella sua lotta per «rompere le catene» dell’imperialismo in nome della «voce del popolo». La canzone è solitamente accompagnata da un videoclip che monta immagini di Traoré (a volte reali, a volte no) e deepfake dell’artista in questione. Nella maggior parte dei casi sono ben poco credibili, ma sono comunque presentati come autentici.






