BOLOGNA – Ha poco più di trent’anni ma adora la Bologna degli anni Settanta, Umberto Eco, Andrea Pazienza e la rivista “Frigidaire”. Ha una laurea in filosofia ma produce meme per i social che definisce “fotoromanzi digitali”. Diventato famoso per quei racconti, pubblicati sulla pagina Facebook “Filosofia coatta”, Giulio Armeni oggi 27 maggio arriva a Bologna protagonista dello spettacolo “Fuga dall’algoritmo”, in scena alle 21.30 al Locomotiv. Un monologo diretto da Linda Lamarca in cui il filosofo romano racconta dal vivo i suoi contenuti social.

«Ho iniziato pubblicando su Internet alcune mie riflessioni ironiche sulla filosofia, poi sulla politica, quando mi sono accorto che facevano ridere le persone – spiega Armeni – Poi due anni fa ho provato a portarle su un palco perché dal vivo potevo raccontare cose che la rete avrebbe censurato a causa degli algoritmi che regolano i social. Oggi mi definisco uno scrittore che suo malgrado è finito per fare il comico».

Da qui il titolo dello spettacolo in cui l’autore presenta i suoi meme, accompagnato dalla proiezione di immagini. «Sono uno scrittore ma sono consapevole che nella società di oggi le immagini sono fondamentali – aggiunge – Le utilizzo per creare dei fotoromanzi digitali, un format molto in voga quando io non ero nemmeno nato ma che ho scoperto essere stato inventato da Zavattini o che veniva usato anche in riviste come Frigidaire. Mi interessava prendere un genere e attualizzarlo». E attraverso i suoi fotoromanzi, riproposti questa sera sul palco, Giulio Armeni parla di filosofia come di politica.