«Ho pensato che se tu fossi stato in quella stanza, tutto sarebbe stato semplice per me, perché tu lo sai benissimo che io non sono una puttana, né di alto bordo né di basso bordo, tu lo sai che io sono una ragazza e basta». Quanto è difficile descrivere una ragazza e basta? E quanto complicato raccontare la giovinezza? Questo fa Natalia Ginzburg in Caro Michele, uscito nel 1973, romanzo epistolare con squarci in terza persona.
Natalia Ginzburg: la lezione di Teresa Ciabatti | Le lezioni del Corriere
Un romanzo epistolare che racconta la giovinezza postbellica come smarrimento e sopravvivenza morale: «Caro Michele» anticipa il dolore contemporaneo con una voce lieve e profetica







