Ricorda il soffitto dell’ambulatorio, il corridoio vuoto del reparto, soprattutto «la sua faccia, la vedevo sempre, ogni volta che stavo in intimità con mio marito». La donna della provincia di Verona che nell’ottobre 2010 denunciò per violenza sessuale il sindaco di Rivolta d’Adda Giovanni Sgroi, allora direttore della Chirurgia generale di Alzano, ha saputo soltanto ieri dell’arresto. Glielo ha comunicato il suo avvocato Alessandra Cuomo: «Sono scoppiata a piangere a dirotto». Sgroi, 70 anni, è ai domiciliari per accuse identiche che gli sono state mosse, nel 2024, da 4 pazienti del centro polispecialistico di Pozzuolo Martesana, dove si era spostato dopo la pensione e i quasi dieci anni all’Asst Bergamo Ovest di Treviglio. Vi si trasferì a marzo 2011, chiusa l’esperienza di Alzano. Venerdì, a 24 ore dall’arresto dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, il prefetto di Cremona lo ha sospeso dalla carica e oggi sarà interrogato dalla gip Sara Cipolla. «Mi ero persa la notizia», dice la donna, che oggi ha 59 anni e chiama nel giro di mezz’ora dal colloquio con il suo legale. È frastornata, ma determinata a parlare: «Mi è tornata la voce».
Il sindaco-medico arrestato per violenza sessuale, la paziente: «Denunciai Sgroi ma fui lasciata sola. Mi ha rovinato la vita»
Sospeso dalla carica, il chirurgo è ai domiciliari. Parla la donna del precedente del 2010, poi archiviato: «Se ora mi chiamassero a testimoniare, andrei. Devo liberarmi da questo peso»













