Caro Aldo,
ha ragione Walter Veltroni nel suo editoriale di domenica sul Corriere: è incredibile che il mondo taccia di fronte a Gaza. E il giornalismo italiano non fa eccezione. Che cosa d’altro deve succedere a Gaza per rompere il silenzio sui carnefici?
Marco Sanna
Caro Marco,
Su questa pagina, e in moltissime altre pagine, ci diciamo fin da dopo il 7 ottobre che la guerra contro i civili non avrebbe risolto nulla. Netanyahu ha reagito al 7 ottobre — crimine che non dobbiamo stancarci di condannare — esattamente come le menti del 7 ottobre, molte delle quali al sicuro in Qatar e a Teheran, speravano che reagisse. Il loro calcolo non era del tutto esatto però: se da una parte l’alleanza tra Israele e Arabia Saudita è stata fermata, dall’altra non c’è stata la sollevazione in Cisgiordania, dove semmai i coloni hanno approfittato per rendere ancora più dura e ingiusta la vita dei palestinesi. Comunque Walter Veltroni ha ragione: tutti dobbiamo fare di più per salvare i bambini e i civili di Gaza. Se non lo si è detto e fatto abbastanza chiaramente, è perché siamo tutti sotto ricatto. Netanyahu è arrivato ad accusare Macron e Starmer per l’odioso agguato antisemita di Washington. Ma se l’antisemitismo torna inaccettabilmente a esprimersi e a commettere delitti, la responsabilità è anche della politica criminale di Netanyahu. Dirlo non è antisemitismo, al contrario; è nell’interesse anche di Israele. Ma Netanyahu, non nascondiamocelo, non è lì per un golpe, ma perché vince le elezioni da sedici anni a questa parte (e le aveva vinte già dopo l’assassinio di Rabin) proprio promettendo che con lui non sarebbe mai nato uno Stato palestinese e la Cisgiordania sarebbe stata annessa. Ripetiamolo qui: basta morti a Gaza. Basta guerra. Basta fame provocata bloccando gli aiuti. Salviamo le vite dei palestinesi e costruiamo per loro una prospettiva politica che non sia essere deportati da Gaza e annessi in Cisgiordania. Israele rivendica di aver ucciso quindicimila terroristi? A forza di seminare odio, ne dovrà affrontare il doppio. Ci saranno sempre, anche in Italia, estremisti di entrambi i fronti che daranno addosso con parole di odio a chi cerca la pace. Una ragione in più per non lasciare soli — come scrive Veltroni — i palestinesi che manifestano contro Hamas e gli israeliani che protestano contro Netanyahu.






