Adam Hanzelewicz Varsavia invasa di bandiere biancorosse per i cortei dei candidati presidenti ha reso omaggio alla figura del capitano di cavalleria Witold Pilecki: il 25 maggio 1948 l'ufficiale che si era fatto rinchiudere ad Auschwitz per creare un movimento di resistenza e testimoniare per la prima volta al mondo gli orrori del lager nazista, veniva ucciso con un colpo di pistola alla nuca nella cantina del carcere di Mokotów.

Proprio lì, dove il luogo di prigionia è diventato un museo, una solenne cerimonia ha ricordato un personaggio di grande levatura morale e di uno straordinario coraggio che ha combattuto i due grandi totalitarismi del Novecento, il nazismo e il comunismo.

Tre salve del picchetto d'onore dell'esercito hanno salutato la memoria di Pilecki, con la presenza della famiglia rappresentata da Andrzej Marek Ostrowski e Anna Ostrowska, e in serata dalla figlia Zofia Pilecka, prima della deposizione delle corone e dei fiori ai piedi del muro della prigione dove sono state apposte le targhe in memoria delle vittime della persecuzione, e l'accensione di candele commemorative in oltre 40 località polacche.

Nella Polonia sovietizzata Pilecki, dopo essere stato torturato, era stato dichiarato colpevole di spionaggio con accuse false e da una corte irregolare, nel corso di un processo farsa di modello stalinista.