Siamo ancora capaci di distinguere ciò che è reale da ciò che è messo in scena per ottenere visibilità, o stiamo diventando semplici spettatori distratti della nostra stessa esistenza? In Turisti della realtà (Tlon edizioni, pp 280, euro 18), Francesco Marino indaga con sguardo critico le trasformazioni che i social media e l’economia dell’attenzione hanno impresso sulla nostra percezione del quotidiano. L’autore esplora i meccanismi che governano il nostro rapporto con le piattaforme digitali, rivelandone il potere di plasmare comportamenti, desideri e perfino gli spazi che abitiamo. Ad aprire il volume una prefazione di Maccio Capatonda, che amplifica con ironia l’assurdità di un mondo dove tutto diventa narrazione, anche ciò che dovrebbe restare solo vissuto. Pubblichiamo qui in anteprima un brano dell’introduzione.

C’è una storia che ha ormai qualche anno, ma che porto con me perché mi pare racconti qualcosa di profondo, una sorta di morale quasi universale. È la storia di Kevin Alexander, un giornalista statunitense che, nel 2016, viene incaricato dalla rivista online «Thrillist» di stilare una classifica dei cento migliori hamburger d’America. Parte così per un lungo viaggio gastronomico, che lo porta in trenta Stati ad assaggiare circa trecentotrenta hamburger diversi. A vincere è un piccolo diner di Portland, Oregon, che guida la classifica di un pezzo che diventa tra i più letti mai diffusi dalla rivista.