È un copione che si ripete da tempo. Una nuova strage di civili, un’altra scuola dove si erano rifugiate decine di famiglie di sfollati, sperando di sfuggire ai bombardamenti. Un raid contro pericolose cellule terroristiche, almeno secondo l’esercito israeliano.

La lettura di queste drammatiche giornate non consente interpretazioni molto diverse. Il governo del premier Benjamin Netanyahu vuole la guerra.