“Quale sarà la mia soddisfazione? Non mi serve la prossima gara per essere soddisfatta di te, tu per me sei una soddisfazione ogni giorno”. Un biglietto della mamma nella tasca dell’accappatoio e il piccolo sportivo entra con meno ansia in piscina. Traccia di un percorso di mental coaching. Un approccio che è diventato sempre più popolare da quando grandi campioni come Marcell Jacobs, Jannik Sinner e Federica Brignone hanno cominciato a parlarne pubblicamente, raccontando che nello staff c’è una figura dedicata a questo supporto. Esperti in grado di aiutarli a migliorare le perfomance, perché alcune volte la testa può davvero fare la differenza.

Ekaterina Antropova: il sogno del volley e l’aiuto della mental coach per vincere

07 Aprile 2025

Come si doma l’avversario nella nostra mente

La respirazione consapevole prima di una corsa, il numero sempre uguale di rimbalzi prima di un servizio di tennis, la visualizzazione del circuito che il pilota sta per affrontare sono indizi di questo percorso, sempre personalizzato, che parte dalla mente per migliorare le prestazioni in campo. Forte della convinzione che possiamo sviluppare le nostre abilità e potenziare le nostre capacità, allenando il cervello. Domando l’avversario che è nella nostra mente, a volte più forte di quello che c’è dall’altra parte della rete.