«Quando si parla di salute la disinformazione può letteralmente uccidere» tuona il virologo Roberto Burioni. Ma non è l'unico. Insorgono scienziati e medici alla notizia della morte di un minorenne, a Vicenza, malato di tumore, i cui genitori avrebbero ritardato le cure adeguate, ritardando le chemio. Genitori che ora sono indagati con l'ipotesi di omicidio volontario. La rabbia dei divulgatori scientifici si riversa soprattutto sui social, campo di battaglia contro le fake news che colpiscono le cure oncologiche scientificamente riconosciute, a favore invece di cure alternative o pseudoscientifiche.