Era il favorito della vigilia ed i pronostici sembrano essere stati confermati, a giudicare dagli exit poll di Opinio Rai: Alessandro Barattoni potrebbe essere eletto sindaco di Ravenna al primo turno. Quarantadue anni, sposato con un figlio, attuale segretario provinciale dei dem e una lunga esperienza politica alle spalle, Barattoni non perde mai l’entusiasmo: “Non mi sono mai annoiato un giorno”, assicura, forte di un percorso che lo ha visto per due decenni vicepresidente del consiglio nazionale dell’Anci e membro del Comitato delle Regioni dell’Unione europea, prima di dedicarsi dal 2020 alla sola Ravenna. Passaggi di una carriera sterminata, tanto che sul suo curriculum pubblicato dal Comune, dopo aver annoverato il romagnolo tra le lingue parlate oltre all’italiano e al francese, aveva scritto alla voce ’altro’: “Non si ritiene di pubblicare altro per difficoltà di sintesi”.
«La Dc aveva 30-40 sezioni»
Dal suo posto in Consiglio, ammette, ha avuto qualche ragione di nostalgia rispetto agli inizi: “C’è stato un immenso decadimento della qualità della vita politica, anche a livello locale. Ma quando uno è abituato a stare in trincea sopporta ciò che deve affrontare: anche questo moltiplica le energie. Una volta si faceva tirocinio prima di diventare anche solo dirigenti di partito o consiglieri comunali. La Dc aveva 30-40 sezioni, c’era molta più partecipazione di partito, una selezione della classe dirigente. Ora si può diventare ministri senza aver fatto alcun tirocinio”.










