Ogni risultato diverso dalla vittoria al primo turno per un centrosinistra in versione campo larghissimo sarebbe una disfatta epocale, contro un centrodestra diviso in tre: a Ravenna si vota per scegliere il sindaco che succederà a Michele de Pascale, che ha interrotto anzitempo il suo mandato per diventare presidente della Regione Emilia-Romagna.

I candidati sindaco sono sette, sostenuti da 18 liste e se nessuno raggiungerà il 50% ci sarà il ballottaggio l'8 e 9 giugno.

I favori del pronostico sono tutti per Alessandro Barattoni, 41 anni, segretario dal Pd ravennate dal 2017 e sostenuto da una coalizione in versione campo larghissimo, che sostanzialmente, ricalca quella che ha appoggiato de Pascale alle regionali. Al suo fianco ci sono le liste di Pd, Avs, M5s, la lista civica Ama Ravenna, Progetto Ravenna, un rassemblement formato da Iv, Azione, +Europa e Socialisti e la lista del Partito Repubblicano, che nella prima repubblica a Ravenna aveva il proprio feudo e che in città continua ad avere un certo peso, esprimendo, ad esempio, il vicesindaco uscente. Nel Comune di Ravenna alle regionali dello scorso autunno de Pascale prese il 58%.

Con un pronostico di questo tipo i leader nazionali non si sono affannati più di tanto per sostenere i propri candidati in campagna elettorale: quelli del centrosinistra perché considerano in sostanza la partita già vinta in partenza, quelli del centrodestra anche per non sottolineare la divisione con la quale la compagine che sostiene il governo Meloni si presenta al via.