Un accordo tra imprese ed enti pubblici per sostenere la ricerca e contrastare le malattie genetiche. Si chiama SardGen, ed è il programma integrato da 50 milioni di euro per «migliorare diagnosi, cura, sviluppo farmaci efficaci, ridurre costi sanitari» sancito dalla firma dell’accorto tra Sardegna ricerche l’università di Sassari e la Regione Sardegna. Ed è in questo ambito che a Pula (una trentina di chilometri da Cagliari) nascerà la Biobanca che ospiterà attività di ricerca e sviluppo per la messa a punto di nuovi farmaci fondate su analisi genomiche e immunologiche approfondite.

Ricerca e sviluppo dei dati a partire dalla Talassemia

«Si tratta di un progetto ambizioso che coniuga la medicina preventiva - fanno sapere dalla Regione - test biochimici a disposizione di tutta la popolazione, con ricerca e sviluppo basata sui dati genetici raccolti con il consenso dei cittadini nella Biobanca per individuare i bersagli terapeutici per curare malattie, a partire dalla Talassemia». Un progetto che, come sottolineato dai promotori, ha già attratto e attrarrà ricercatori da tutto il mondo.

«Io sono venuto qui in forma privata il primo gennaio 2024 perché la ricerca scientifica è stata la mia vita per 45 anni – ha detto durante la presentazione l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi – e quindi oggi è il giorno più bello da quando sono in Sardegna. Finalmente l’eccellenza che è presente in Sardegna viene valorizzata: il professor Cucca è una di queste. Come oncologo lo posso dire: siamo davanti a un progetto internazionale sulla genetica che può cambiare la storia della medicina: nuovi marcatori genetici per la diagnostica. Investire qua significa risparmiare, e tanto, in medicine e terapie, basti pensare che una cura per la Talassemia a una sola persona può costare 1,8 milioni». Il progetto è un partenariato pubblico-privato. Il partner è Impeco, azienda svizzera che già lavora al Parco di Pula ed è leader nel settore dell’automazione di laboratori di analisi cliniche.