Le tecnologie più avanzate, come l'intelligenza artificiale, al servizio di pubblici ministeri e personale della procura di Torino.

Nel capoluogo piemontese è in corso uno studio, chiamato Progetto Seneca, che si inserisce fra le numerose convenzioni che l'ufficio, oggi guidato dal procuratore Giovanni Bombardieri, ha stipulato nel corso del tempo con il Politecnico di Torino e con il Cini (consorzio universitario nazionale per l'informatica) per elaborare interventi che accrescano la sicurezza degli impianti.

'Seneca' è uno studio finalizzato ad esplorare la possibilità di utilizzare gli ultimi ritrovati, tra cui l'intelligenza artificiale. Non si tratta, però, di chiedere al computer un consulto sulle indagini in corso o una previsione sull'esito di un processo: l'idea è quella di servirsene per archiviare e proteggere i dati, informatizzare il flusso dei documenti e formare il personale. Un filone, secondo quanto si è appreso, riguarda infatti anche l'Osint, le attività di raccolta di informazioni dalle cosiddette 'fonti aperte' liberamente accessibili (giornali, siti internet, social media), per creare quella che viene definita una Base di conoscenza investigativa comune.

Il procuratore Bombardieri, che si è insediato a Torino nel settembre del 2024, ha parlato di queste iniziative nel 'Progetto di organizzazione dell'ufficio' che ha illustrato nei giorni scorsi ai magistrati della procura. "L'obiettivo - scrive nel documento - è una dematerializzazione degli atti e una upgrade delle forme di attività investigativa, così da combattere il crimine in modo più efficace e sicuro alla luce delle più moderne tecnologie".