Il Tribunale di Torino boccia l'uso improprio dell'intelligenza artificiale nelle aule di giustizia e arriva a condannare il ricorrente, che se ne è servito, a versare a 500 euro alle controparti e alla cassa delle ammende: aveva torto e probabilmente ne era anche consapevole, ma per mezzo dell'Ia ha sostenuto la sua tesi con argomenti «astratti» e senza collegamenti con il contenuto della causa. La sentenza, redatta da un magistrato della sezione «lavoro», è stata depositata nei giorni scorsi, quindi riprodotta e rilanciata da testate on line specializzate in questioni giuridiche.