L’Alfa Romeo P3 o Tipo B del 1933 ha vinto il Best of Show, il più prestigioso dei riconoscimenti assegnati dalla giuria del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Storicamente questo speedster non era una vera e propria macchina da corsa, ma di fatto è stata il modello che ha ridefinito il concetto di Grand Prix per quell’epoca. Disegnata dal brillante designer Vittorio Jano, la vettura è risultata la prima vera auto da corsa monoposto. Di fatto era stata concepita stata inizialmente concepita come una diretta evoluzione diretta di un’altra Alfa Romeo leggendaria, la 8C 2300 Monza. La Tipo B (P3) per la cronata è stata, poi, al centro di un chiacchierato scambio con lo storico passaggio dal brand del Biscione che l’aveva prodotta alla Scuderia Ferrari Corse.
Il passaggio dall’Alfa alla Scuderia Ferrari
Per quanto riguarda la meccanica della P3 c’è da segnalare, fra l’altro, che il telaio era più leggero e rigido e il potente motore sotto al cofano era un otto cilindri che era stato potenziato da due compressori, per arrivare all’impressionante potenza di ben 265 cv. L’auto è stata realizzata nel 1933 l’anno in cui si verificò un importante passaggio di mano e cioè l’Alfa Romeo, consegnò la vettura per le operazioni in pista ad Enzo Ferrari che aveva lasciato poco prima l’Alfa nel 1929 per lanciare la propria Scuderia. Dall’ora in poi l’auto la P3 o Tipo B ha gareggiato con successo con la Scuderia Ferrari in tutta la stagione 1934. L’anno dopo, inoltre, centrò una straordinaria vittoria con alla guida Tazio Nuvolari che centrò con la P3 il Gran Premio al Germani al Nurburgring.








