VENEZIA. Dieci, venti e cinque. Numeri dalla cui combinazione esce la Champions bianconera ed è una combinazione ricca di significato. Dieci è la maglia di Yildiz, il giovane talento che, in laguna, firma l’1 a 1, venti è la divisa di Kolo Muani, l’attaccante della provvidenza che sembrava aver perso e che ritrova nella notte più profonda, cinque è la cifra che pesa il valore di un capitano, Locatelli, dal dischetto per il sorpasso finale, lui che con il dischetto non ha confidenza. Igor Tudor porta a termine la missione che gli era stata chiesta e lo fa viaggiando ad una media da due punti a partita: 18 su nove gare.

L’ultima, qui a Venezia, è stata la più complicata, ma, alla fine, la più seria: quando c’era da ottenere il bottino, i ragazzi del tecnico croato l’hanno ottenuto. Tudor ha spostato Yildiz e Nico Gonzalez più vicino alla porta: Kenan si è esaltato al netto della gomitata da due giornate di squalifica, l’argentino si è acceso solo ad intermittenza.

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Igor da Spalato non ha avuto il tempo di rigenerare Koopmeiners complice una fastidiosa tendinite e non ha, di fatto, mai avuto a disposizione la torre Gatti, fermo ai box a lungo. L’allenatore con il dna juventino ha scelto la giusta comunicazione e ha rinnovato il senso di appartenenza: ora partirà per il Mondiale in Usa con la coscienza a posto e un futuro da scrivere. Almeno questo è quanto dichiarato da Cristiano Giuntoli ancora prima dell’ultima partita. C’è Conte all’orizzonte, c’è una decisione da prendere: i giochi sembrano fatti, ma non sono chiusi. «Il mio futuro verrà deciso a breve, basta avere un po’ di pazienza. Perché se uno va là e non ha futuro, non è giusto neanche che vada. Ma non per me, soprattutto per il club. I giocatori si chiederebbero “cosa è venuto a fare”...», il saluto finale dello stesso Tudor nonostante le parole di Giuntoli pre-gara. Le parole dell’agente di di Tudor Il giorno dopo però a portare una parola di chiarezza ci prova il manager del tecnico croato Anthony Seric, che parlando ai microfoni di Sky Sport, garantisce: «Tudor sarà l’allenatore della Juve al Mondiale per club». Lui e Giuntoli «si sono parlati dopo la partita di Venezia e Igor rispetterà l'impegno preso – assicura –. Non metterà nessuna fretta alla società, ma chiaramente spera di poter essere l'allenatore anche nella prossima stagione». «Non metterà nessuna fretta alla società sulla scelta futura – spiega ancora – perché spera chiaramente di poter ancora essere l'allenatore della Juventus nella prossima stagione e ne rispetterà i tempi della scelta. Nulla di diverso infatti gli è stato comunicato. Tudor si sente juventino dentro, ha lavorato con grande passione e professionalità in questi mesi a dimostrazione del grande legame che ha con il mondo Juve».