La notizia arriva da Mosca e Kiev non conferma ma d'altra parte in guerra non si dichiarano le intenzioni.
Il comandante della divisione di difesa aerea russa, Yuri Dashkin, sostiene che il 20 maggio l'elicottero di Vladimir Putin, in viaggio per la prima volta nel Kursk liberato dalle forze ucraine, è stato preso di mira da una quarantina di droni nemici che sono però stati abbattuti. D'altra parte i droni sono diventati una delle armi per eccellenza nel lungo conflitto e Kiev, che si è messa in proprio nella produzione, spinge i suoi velivoli fino a Mosca, spesso raggiungendo gli obiettivi.
Se la notizia fosse vera - e non uno strumento di propaganda russa per mitigare la durezza dell'attacco contro l'Ucraina che ha causato oggi 12 vittime - sarebbe la prima volta che lo zar russo, abituato a prendere attentissime misure di sicurezza, si sarebbe trovato in reale pericolo. "L'elicottero del presidente russo è stato virtualmente l'epicentro della reazione a un attacco su larga scala da parte dei droni nemici. L'intensità dell'attacco è aumentata significativamente. Pertanto, abbiamo condotto contemporaneamente una battaglia di difesa aerea e garantito la sicurezza del volo dell'elicottero presidenziale", ha dichiarato Dashkin in un'intervista trasmessa dal canale televisivo russo Rossiya-24. Secondo Dashkin, durante l'incidente le unità di difesa aerea russe hanno abbattuto 46 droni.






