"Le rappresentanze sindacali regionali del personale di polizia penitenziaria rilevano, in questi giorni, la diffusione di notizie di stampa gravemente lesive della professionalità, della dignità e del prestigio degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria. È giunto il momento di dire basta al chiacchiericcio, che mette in discussione la competenza e la dedizione degli appartenenti al corpo". Lo scrivono in una nota i segretari regionali Calogero Navarra (Sappe), Gioacchino Veneziano (Uilpa), Salvatore Turco (Fns Cisl), Dario Quattrocchi (Osapp), Francesco D'Antoni (Uspp). La nota arriva pochi giorni dopo il blitz disposto dalla procura di Palermo che ha fatto scattare le manette per due agenti della polizia penitenziaria accusati di aver fatto entrare in carcere telefonini e droga.
"Giova precisare che gli arresti eseguiti nei giorni scorsi sono il risultato dell'iniziativa investigativa autonoma condotta dalla polizia penitenziaria – scrivono i sindacati – polizia penitenziaria che ha individuato e disarticolato un traffico di sostanze stupefacenti e l'introduzione illecita di telefoni cellulari nell'istituto, realizzati tramite il coinvolgimento di familiari, soggetti detenuti e, in alcuni casi, anche appartenenti al corpo di polizia penitenziaria - aggiungono i sindacalisti - L'operato del personale in servizio nella struttura palermitana ha dimostrato come il Corpo sia dotato delle competenze e delle risorse necessarie a contrastare efficacemente fenomeni criminali interni, garantendo il rispetto della legalità e l'integrità del sistema penitenziario”.







