TEL AVIV - «Quando la moglie di mio fratello è arrivata lì avevamo già tirato fuori tre dei suoi bambini, carbonizzati. Lei è una pediatra, un medico, eppure quando hanno trovato il quarto corpo, Rivan, lei supplicava i soccorritori: «Datela a me». Come se la piccola fosse ancora viva, come se respirasse ancora... Erano solo bambini, il più grande non aveva ancora l’età della pubertà. Perché li hanno massacrati in quel modo? Perché hanno bombardato mio fratello? Era un obiettivo perché era un medico? Non so come faccio a sopportare lo shock di aver visto i miei nipoti bruciati in quel modo... Non c’era più niente, né mani, né faccia, niente...».