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Sul muro sopra la porta di un edificio in via Ridola, nel centro di Matera, c’è una scritta che dice: «Questo è l’ingresso di un museo che ancora non esiste». Le parole “ancora” e “non” sono state barrate quando il Tower Art Museum (TAM) ha aperto finalmente nel 2022.
(il Post)
Il TAM è un museo di arte contemporanea ricavato dentro una torre all’interno dei Sassi, i due quartieri di Matera scavati nella calcarenite di colore ocra che hanno reso la città famosa in tutto il mondo. Lo hanno progettato nel 2017 quattro ragazzi, diventati poi sette soci, tornati a Matera per aprire il museo nella torre che la nonna di Mauro Acito aveva lasciato alla famiglia all’inizio degli anni Settanta. Acito, che aveva 25 anni e aveva lavorato al museo d’arte contemporanea di Bruxelles, dice che in quel momento Matera «stava diventando il posto in cui fare davvero progetti culturali».
Erano gli anni in cui si stava progettando cosa fare nel 2019, l’anno in cui Matera sarebbe diventata l’annuale capitale europea della cultura insieme a Plovdiv, in Bulgaria. Allora in città c’erano fermento, idee e soldi: oltre 50 milioni di euro stanziati con lo scopo di farla diventare un centro culturale permanente. Il TAM non faceva parte dei progetti direttamente finanziati dai fondi per Matera 2019 (i soci misero i loro soldi e fecero mutui con le banche), ma Acito lo considera comunque un’eredità indiretta dell’anno della capitale, che diede in effetti un notevole impulso a chi aveva un’idea in ambito culturale.







