Sul palco del Festival della TV di Dogliani, Pierluigi Diaco si è raccontato con grande sincerità. "La cosa più importante che ho imparato nella mia vita professionale è governare l’ego", ha dichiarato. Un equilibrio raggiunto, come ha spiegato, attraverso un percorso profondo: "Non mi vergogno a dire che è stato accompagnato da psicofarmaci e da una terapia, sia individuale che di gruppo. Ho chiesto aiuto".

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di Silvia Fumarola

Il conduttore di Bellamà ha ricordato i trent’anni passati accanto a Maurizio Costanzo, esperienza che gli ha lasciato una lezione preziosa: "Non volevo diventare come certi ospiti del suo salotto, ossessionati solo da ascolti, lavoro e notorietà. Persone che vivevano dentro il tubo catodico, dimenticandosi della vita vera".

Guardando indietro ai momenti più complessi della sua carriera, Diaco ha ammesso di aver commesso un errore comune: "Per i primi 15 anni ho vissuto nella presunzione, pensando che il successo potesse guarire le mie ferite. In quegli anni ho attraversato una depressione, che ho affrontato e curato. So cosa significa il buio, soprattutto quando chi ti è vicino ti dice: 'Ma come, lavori in tv'. La depressione può toccare chiunque. Per questo, in un’epoca dominata dall’ego, è fondamentale prendersi cura della propria interiorità".