“Lavoro in Rai perché di destra? Mi fa ridere”. Nicola Savino gongola ancora per gli ascolti del suo DopoFestival e si racconta a cuore aperto in una lunga intervista al Corriere della Sera, tra lavoro e vita privata. Così, aneddoti e curiosità s’intrecciano in maniera inaspettata, dai grandi incontri che gli hanno cambiato la carriera (a cominciare da quello con Linus, con cui sta per festeggiare i trent’anni di sodalizio), alla paura di cadere in depressione, passando per un desiderio: trasformare in fidanzamento “il flirt con la Rai”.
Nicola Savino e il futuro in Rai
Ha lavorato per Rai, Sky e Mediaset, da trent’anni è tra le voci di Radio Deejay ma c’è un successo che avrebbe voluto che i suoi genitori, scomparsi più di dieci anni fa, vedessero: la discesa dalla scalinata di Sanremo: “È qualcosa di cui non ringrazierò mai abbastanza Carlo Conti”, confessa Nicola Savino, che definisce l’esperienza a Sanremo 2026 “roba forte”, forse perché l’ha vissuto “con consapevolezza amplificata”. Al Festival però non ci tornerebbe da direttore artistico – “No, bisogna essere più giovani. Con la mia ansia già ora mi sveglio alle 4 del mattino sei giorni su sette”, ammette – ed è contento per Stefano De Martino: “L’ho visto all’opera ad Affari tuoi ed è bravissimo, un vero disc jockey: annusa l’aria, cerca di capire chi può coinvolgere”. Quanto al futuro e al prossimo programma, per ora non ci sono progetti ma, confessa, “vorrei che il flirt con la Rai si trasformasse in un fidanzamento in casa”. E a domanda diretta “lavora in Rai perché è di destra?”, risponde senza mezzi termini: “Mi fa ridere. No. Qualche giorno fa Aldo Grasso da Fazio ha detto che per fare questo mestiere ci vogliono passione e competenza. Penso di averle entrambe. Comunque, nessuno si chiedeva cosa votassero Baudo o Corrado”.







