di Natalia Distefano

Antonietta Raphaël «Donna del popolo con bambino», 1956

Villa Torlonia, Mario Mafai e Antonietta Raphaël

Si apre venerdì 23 maggio al Casino dei Principi di Villa Torlonia la mostra «Mario Mafai e Antonietta Raphaël. Un’altra forma di amore», che a 50 anni dalla scomparsa di Raphaël e a 60 da quella di Mafai, propone una nuova riflessione sui due artisti considerati tra i protagonisti delle scena creativa del Novecento. L'esposizione, curata da Valerio Rivosecchi e Serena De Dominicis, raccoglie oltre cento opere: dipinti e sculture provenienti da musei e collezioni private, con la presenza anche di una rara documentazione originale (lettere, disegni, fotografie) proveniente dagli archivi di famiglia. La mostra racconta una vicenda insieme artistica, intellettuale e sentimentale, basata sulle differenze ma anche su una trama sottile di scambi, idee e passioni comuni, in grado di trasformare in poesia ogni evento della realtà vissuta. Dai tardi anni Venti, caratterizzati dall’intensità espressiva culminata nel sodalizio definito da Roberto Longhi la «Scuola di via Cavour», Mario e Antonietta seguono percorsi paralleli ma spesso anche divergenti, fortemente condizionati dalla realtà storica. Mario viene presto considerato un maestro indiscusso, un punto di riferimento per l’ambiente artistico romano. Mentre Antonietta, lituana di origini ebraiche, esposta a pregiudizi di genere, è stata costretta ad allontanarsi da Roma negli anni delle leggi razziali e della guerra, vivendo lunghi periodi di ricerca solitaria.