Il risiko non rende felici, ma più ricchi certamente sì. Lo dimostrano i dieci principali protagonisti del riassetto azionario in corso a Piazza Affari tra banche, assicurazioni e wealth manager. Se prendiamo il 24 gennaio scorso, giorno in cui Luigi Lovaglio ha annunciato l’offerta pubblica di scambio di Mps su Mediobanca, come data di inizio del riassetto della grande finanza italiana, anche se va detto che Unicredit già due mesi prima si era mosso su Banco Bpm con una offerta però a sconto e per certi versi attendista, i dieci principali player del mercato finanziario italiano hanno visto le loro partecipazioni in meno di quattro mesi accrescere il valore complessivo di 5,3 miliardi di euro.
La performance migliore l’ha firmata Delfin, la finanziaria che raggruppa gli eredi di Leonardo Del Vecchio e vanta partecipazioni rilevanti nel Monte dei Paschi di Siena (9,78%), Generali (10,05%) e Mediobanca (19,812%). In quattro mesi Delfin, senza muovere un’azione, ha visto un incremento del valore del proprio portafoglio di 1,916 miliardi di euro, grazie agli aumenti di valore di tutte le sue partecipazioni: Mps (151,8 milioni), Generali (843,9) e Mediobanca (965,8).






