Si sente a casa sua, al Festival dell’Economia, Brunori Sas. È laureato in Economia e commercio, ha fatto l’imprenditore, capisce di numeri come di musica. «Sono nel posto giusto: a mia vera creatività si sviluppa più che nelle canzoni, nei fogli Excel» scherza «mi piace proprio la chiusura di una cella, mi piace mettere un uguale o un più per far partire una formula, mi piacciono i menu a tendina! Sono anche un ottimo consulente finanziario». Lo dice, ovviamente, ridendo, ma davvero Dario si è dedicato per un certo periodo all’azienda di famiglia («ho fatto il “mattonaro”, ho venduto mattoni e i blocchi di cemento ai muratori»). Poi, citando il tema del Festival, in uno dei “bivi” della vita, è ritornato a fare musica e con grande successo. «Mi è sempre piaciuto l’idea di trovarmi ad un bivio - racconta - e di non rimpiangere la strada intrapresa. L’importante è che la strada intrapresa abbia comunque una consapevolezza: me lo auguro per me, lo auguro a tutti e lo auguro anche per il mondo intorno a me, a noi che viviamo in un momento non proprio gradevole».
L’etica del lavoro, comunque, è rimasta la stessa. «Da figlio di imprenditore, mi è sempre piaciuto avere un certo tipo di approccio al lavoro, da figlio di imprenditori romagnoli. Visione che mi sono portato nella gestione di una piccola impresa reale come poi diventa quella di un progetto musicale».






