Nella saga infinita della «ragazza con la fascetta», quei riferimenti trovati nel diario di Emanuela Orlandi hanno a più riprese alimentato congetture e veleni. In una certa fase il papa polacco è stato persino tirato in ballo pesantemente, sul piano personale. Ora, ci pensa un ex compagno della ragazza scomparsa il 22 giugno 1983 a collocare nel reale contesto quelle illazioni: le frasi scritte sul suo diario su un certo «Giovannino» erano riferite «in modo scherzoso» proprio a Giovanni Paolo II, ma erano battute da adolescenti. Lo ha detto Tommaso Bisignani, oggi 58enne, compagno di classe al tempo del Convitto nazionale, audito dalla Commissione bicamerale di inchiesta sul caso Orlandi-Gregori.
Emanuela Orlandi e le frasi nel diario su «Giovannino». Un compagno di classe: «Era uno scherzo su papa Wojtyla»
La ricostruzione di Tommaso Bisignani, compagno del II liceo: «Era un gioco, perché lei viveva in Vaticano. Povera Emanuela, spero sia morta». L'amico della parrocchia: «I pedinatori ci guardavano»








