È quando inizia a piovere forte, e a comizio finito si disperdono ombrelli, militanti, dirigenti di partito, candidati e ospiti nazionali, che si intuisce il perché di una scelta, in parte pure la vera posta in palio con il voto di domenica e lunedì. In piazza Sciesa, la piazzetta di Pra’ scelta dal Pd per allestire il palco della chiusura di campagna elettorale di ieri pomeriggio, sul palco la segretaria nazionale Elly Schlein e la candidata sindaca di coalizione Silvia Salis, rimangono più che altro i praesi. Residenti, commercianti, ristoratori. Tutti o quasi d’accordo su un’idea di fondo: «un tempo qui in delegazione a ogni problema sapevamo a chi chiedere per risolverlo, oggi i municipi non hanno più poteri, non hanno più una lira, siamo come abbandonati, non sappiamo più con chi parlare». Praticamente una sintesi di otto anni di amministrazione del centrodestra, almeno nell’analisi delle opposizioni, e quasi la ragione sociale della proposta progressista. «Torniamo a far contare i genovesi, facciamo svoltare questa città, Genova vuole aria nuova», è il messaggio di Salis e Schlein, così diverse così vicine. E la chiamata al voto si sente pure più della pioggia sugli ombrelli.