Dopo aver raddoppiato il giro d’affari in due anni, passando dai 41 milioni di euro del 2023 agli 80 previsti quest’anno, la catena di farmacie Farmagorà si prepara a una nuova fase di crescita organica e per linee esterne. «A giugno di quest’anno avremo 51 farmacie e puntiamo agli 80 milioni di fatturato, ma il nostro obiettivo è di chiudere il 2026 con 100 milioni di giro d’affari e oltre 60 farmacie. Ogni anno ne acquisiamo in media una dozzina e accogliamo circa 70-80 nuovi dipendenti, solo quest’anno abbiamo previsto 30 milioni di investimenti. Questo ci consente di avere una crescita importante del fatturato, tenuto conto che la nostra crescita organica è tra il 5 e il 6%, sopra la media di mercato». A parlare sono Marco Premoli e Francesco Carantani, co-fondatori e co-ceo dell’azienda con headquater a Bergamo che ha tra i principali azionisti l’Italmobiliare della famiglia Pesenti, Fluorsid di Tommaso Edoardo Giulini, Narval Investimenti delle famiglie Giubergia e Argentero e Sogegross, gruppo operante nella grande distribuzione organizzata che fa capo alla famiglia Gattiglia. Un assetto azionario fondamentale perché «i nostri azionisti ci accompagnano nella crescita, sottoscrivendo gli aumenti di capitale per poter poi realizzare gli investimenti», spiegano Premoli e Carantani che stanno guidando lo sviluppo della catena. Sono due profili diversi, il primo si definisce un manager del retail puro che dopo la laurea in Economia e diverse esperienze all’estero nel settore, è rientrato in Italia e si è specializzato nel retail, creando la catena MaxiZoo. Il secondo invece è un ingegnere di formazione, con Mba a Berkeley ed un passato come AD del distributore farmaceutico Comifar. La farmacia per Carantani ha sempre rappresentato un mondo familiare, provenendo da una famiglia di farmacisti.