Un ottavo capitolo che ingloba tutti i precedenti: “Mission: Impossible – The Final Reckoning”, nuovo (e ultimo?) lungometraggio della celebre saga di spionaggio è un viaggio nella memoria storica, dove si ritrovano molteplici ricordi e passaggi delle tappe precedenti di un franchise iniziato da Brian De Palma nel 1996.

Ispirata all’omonima serie televisiva degli anni Sessanta e Settanta, la saga di “Mission: Impossible”, dopo un secondo e un terzo capitolo convincenti a metà, è salita di livello dal quarto film (“Protocollo fantasma”, diretto da Brad Bird), riuscendo ancor di più a crescere con le ultimissime pellicole firmate da Christopher McQuarrie.

Il regista americano, che ha preso le redini del franchise dal quinto film in avanti, firma naturalmente anche questo nuovo lungometraggio, benché, ancora una volta, la sensazione è che la vera firma dietro “Mission: Impossible” sia quella di Tom Cruise, produttore insieme al regista, protagonista e divo assoluto di una serie di film che hanno trovato una forte identità grazie soprattutto al suo carisma e a quello del suo ormai celeberrimo personaggio Ethan Hunt.

Questo nuovo film prende le mosse direttamente da dove terminava il precedente, “Dead Reckoning”, con l’agente segreto chiamato a salvare il mondo da una minaccia globale detta l’Entità.