«L'Italia è il ponte tra Europa e Usa, con la Danimarca nuove idee sul rimpatrio degli immigrati irregolari». La premier Giorgia Meloni, che quando si collega da Roma ride per gli applausi e i cori della platea, nel suo intervento per la chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco Pietro Piciocchi parte da Genova e arriva al governo: «Sono molto dispiaciuta di non essere lì con voi, avrei voluto abbracciarvi tutti, venire in mezzo alla gente serve a raccogliere l’entusiasmo che è la benzina. Quando Bucci è diventato presidente della Regione e abbiamo dovuto individuare il suo successore non abbiamo avuto dubbi. Io sono contenta di poter dire ancora una volta che Pietro non è solo e accanto a lui c’è il centrodestra unito».

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Anche la presidente del Consiglio, come i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini prima di lei, punta sulle divisioni degli avversari (nello stesso momento, a Prá, la segretaria dem Elly Schlein chiude la campagna di Salis senza gli alleati) e ribadisce la sintonia tra FdI, Lega e FI: «A sinistra dicono di essere alleati ma fanno fatica a presentarsi in giro insieme, una sinistra divisa che non è in grado di mostrare la stessa visione del mondo, con contraddizioni. Hanno tenuto Genova in catene per decenni. Da un lato c’è chi ci propone di tornare indietro, dall’altro un centrodestra che vuole far crescere Genova. Le forze del centrodestra e le liste civiche che formano questa squadra sono molto più di una semplice coalizione, sono una promessa e una garanzia. Il governo è stato al fianco di Genova e continuerà ad esserlo».