Fumata nera sul rinnovo del contratto degli enti locali che interessa oltre 400 mila addetti. «Abbiamo lavorato a lungo per costruire un contratto equilibrato, innovativo e sostenibile. Ma se Cgil e Uil dovessero rimanere sulle loro posizioni, il contratto non potrà essere concluso» avvisa il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, secondo il quale quella che si è creata «è una situazione preoccupante, perché mette a rischio l'intera tempistica del rinnovo contrattuale e crea incertezza per lavoratori ed enti. Ci auguriamo che si possa ancora aprire uno spiraglio di confronto».
Nonostante l’entrata in vigore del Decreto Pa, che consente agli enti locali con bilanci in equilibrio di superare i tetti al trattamento accessorio, Cgil e Uil hanno dichiarato la loro indisponibilità a sottoscrivere l’accordo, chiedendo ulteriori risorse. Cisl e Csa, invece, si sono detti pronti alla firma. «Tuttavia - segnala l’Aran - il mancato consenso della maggioranza delle organizzazioni sindacali rende, al momento, impossibile la conclusione dell’intesa».
Dopo l’incontro di oggi l’Agenzia guidata da Naddeo ha già riconvocato il tavolo negoziale per il 10 giugno, «nella speranza che si riaprano le condizioni per un’intesa condivisa» ed in una sua nota ricorda che il contratto in discussione prevede un incremento medio mensile di 141 euro, l’introduzione del buono pasto per il lavoro agile, la sperimentazione della settimana corta, un rafforzamento delle relazioni sindacali, la possibilità di aumenti medi aggiuntivi fino a 74 euro per gli enti in equilibrio finanziario, grazie alle nuove norme del Decreto Pa.







