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I primi di maggio un’azienda chiamata World Network ha organizzato un evento a San Francisco nel corso del quale ha scansionato l’iride di alcuni partecipanti. L’operazione è stata fatta usando un lettore speciale di forma sferica, detto “Orb”, che acquisisce tutti i dettagli che rendono ogni iride unica e riconducibile in modo univoco a un individuo (come con le impronte digitali). In cambio della scansione, i partecipanti hanno ricevuto un compenso in criptovalute e un certificato digitale da usare online per dimostrare di essere un utente umano e non un bot.
L’evento di San Francisco è stato solo l’ultimo di una lunga serie: World Network, fondata nel 2019 con il nome di Worldcoin, sostiene di aver scansionato le iridi di 12 milioni di persone, soprattutto in Africa, Asia e America Latina. Da quando è nata, però, World Network ha fatto discutere sia per i suoi obiettivi che per i metodi utilizzati per raggiungerli.
Nell’ultimo anno, molti governi e organizzazioni sovranazionali sono intervenuti per limitare le attività dell’azienda, almeno in parte. Lo scorso dicembre l’Unione europea ha stabilito che dovrà consentire agli utenti europei di poter cancellare le loro informazioni, qualora ne facessero richiesta. Nel 2023 il Kenya, uno dei primi paesi in cui fu lanciato il servizio, ne ha sospeso temporaneamente le attività; lo stesso è avvenuto anche in Indonesia e Brasile. Lo scorso anno l’Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ordinò a World Network di interrompere «la raccolta di dati biometrici in tutto il territorio spagnolo».








