Giù le mani dagli alberi della Terra di Bari. L’avvertimento arriva da due fronti distinti per ragioni diverse. Da un lato la Cia, la confederazione italiana degli agricoltori che teme la trasformazione della campagna barese in un’enorme distesa di pannelli fotovoltaici e per questo ha consegnato ieri una proposta al presidente della Regione Michele Emiliano. Dall’altro gli ambientalisti di Verdi ambiente e società e di Fronte verde, che denunciano la “strage di ulivi” e di altri alberi da frutto per fronteggiare la xylella nei territori di Triggiano, Capurso e Noicattaro.
Allarme Xylella in Puglia, dopo gli ulivi ora attacca anche mandorli e vigne
dal nostro inviato Davide Carlucci
Il fotovoltaico preoccupa in particolare gli ulivicoltori di Bitonto, dove è previsto l’espianto di 15 ettari di alberi. I produttori si sono mobilitati e alla fine la Cia ha partorito un documento che porti alla modifica dell’attuale normativa sulle autorizzazioni per nuovi impianti: “Considerare il suolo agricolo produttivo come bene comune da preservare e utilizzare per le colture; riservare la realizzazione di nuovi impianti in zone industriali, cave dismesse e su edifici pubblici; limitare l’utilizzo di suoli agricoli ai terreni incolti da almeno 5 anni”.






