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Lo scorso 18 maggio il quotidiano statunitense Chicago Sun-Times è stato pubblicato con un inserto di 64 pagine dedicato all’estate, che conteneva anche una lista di libri consigliati, la stessa comparsa anche su altri giornali, tra cui il Philadelphia Inquirer. Il problema è che la gran parte di questi libri non esiste, perché la lista era stata fatta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: la vicenda ha suscitato ampie critiche tra lettori e autori, e creato grande imbarazzo nei giornali coinvolti.

Il Philadelphia Inquirer è uno dei giornali più antichi degli Stati Uniti, mentre il Chicago Sun-Times il secondo più letto nella terza città del paese, dietro al Chicago Tribune, e in generale è considerato molto affidabile. La lista dei consigli di lettura per l’estate pubblicata su entrambi comprendeva venticinque autori esistenti e di grande successo, e per ognuno di loro un libro, accompagnato da una descrizione della trama e dai motivi per leggerlo: venti di questi libri però non esistono.

Tra i libri inesistenti inclusi ci sono Tidewater Dreams di Isabel Allende, definito il primo romanzo di finzione sul clima dell’autrice, The Rainmakers di Percival Everett, ultimo vincitore del Premio Pulitzer per il miglior romanzo con James, e Boiling Point di Rebecca Makkai, che è di Chicago e ha scritto tra gli altri I grandi sognatori, ma non quello. Cinque titoli invece esistono davvero, come Espiazione dello scrittore inglese Ian McEwan, Bonjour tristesse della francese Françoise Sagan e Chiamami col tuo nome dello statunitense André Aciman, quello da cui è stato tratto l’omonimo film di Luca Guadagnino.