A differenza di Volodymyr Zelensky, che a febbraio chiese di vedere Donald Trump per invocare la continuazione dell’appoggio Usa all’Ucraina invasa dalla Russia ma cadde in una trappola mediatica, reagì male e uscì dalla Casa Bianca con le ossa rotte, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, chiedendo udienza al presidente americano, sapeva di entrare nella fossa dei leoni: Trump sostiene da tempo che in Sud Africa è in atto un genocidio dei bianchi. Soprattutto massacri di agricoltori, molti dei quali fuggono dal Paese e vengono accolti come rifugiati negli Stati Uniti. Il leader americano accusa, poi, il governo di Pretoria di seguire una politica estera anti Usa, di appoggiare Hamas mentre accusa Israele di perpetrare un genocidio a Gaza e di coltivare buoni rapporti col regime iraniano.