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L’impronta di una mano destra al centro delle ultime notizie sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, non esiste più. Ne esistono però delle fotografie: è grazie a quelle che sarebbero stati fatti i confronti con le impronte di Andrea Sempio, indagato da marzo per l’omicidio.

Nelle fasi iniziali delle indagini sull’omicidio di Garlasco furono commessi molti errori. Anche la successiva vicenda giudiziaria per cui fu prima assolto, e poi condannato in via definitiva Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Poggi, fu molto travagliata. Non si può dire con certezza quanto i nuovi sviluppi siano legati a errori nelle prime indagini e quanto invece a progressi scientifici avvenuti nei 18 anni trascorsi dal delitto.

Secondo le informazioni diffuse dalla procura di Pavia (che indaga sul caso) e le ricostruzioni dei giornalisti che seguono da anni la vicenda, nell’agosto del 2007 l’impronta era stata individuata dai tecnici del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Parma, che l’avevano identificata come “traccia di interesse dattiloscopico classificata 33”. Si trovava sul muro delle scale che portano alla cantina di casa di Poggi, il luogo in cui fu trovato il suo corpo.