Una fotografia rimasta nell’ombra per anni, scattata davanti alla villetta in cui è stata uccisa Chiara Poggi nel pomeriggio del 13 agosto 2007, il giorno dell'omicidio. In quelle foto compare Andrea Sempio, immortalato nello scatto nelle ore successive al delitto, un dettaglio che - secondo chi indaga - potrebbe assumere un peso nel mosaico giudiziario di Garlasco.
Per Sempio, infatti, il momento del giudizio si starebbe avvicinando. A circa due settimane dalla conclusione dell’incidente probatorio, gli sviluppi dell’indagine sull’omicidio avvenuto oltre diciotto anni fa lasciano intravedere un quadro investigativo che, per la Procura di Pavia, sarebbe quasi chiuso. L'esito? Un probabile rinvio a giudizio.
Un tassello fondamentale è atteso dalla consulenza della dottoressa Cristina Cattaneo. La specialista, lo scorso 24 ottobre, ha convocato Andrea Sempio per una serie di misurazioni tecniche che potrebbero servire a ridefinire la dinamica della scena del crimine, ipotizzandone una ricostruzione alternativa rispetto a quella finora accertata.
Dal canto suo, Sempio continua a sostenere a gran voce la sua innocenza, il tutto mentre, come detto, prende sempre più corpo l'ipotesi di un processo. A pesare sulla sua posizione è soprattutto l’esito degli accertamenti genetici: il Dna rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe infatti riconducibile a lui, un elemento che ha riacceso in modo dirompente l’attenzione mediatica e giudiziaria.











