Un uomo si alza dalla platea, dove sono sedute migliaia di persone, e inizia a gridare: «Satya, che ne dici di mostrare loro come Microsoft sta uccidendo i palestinesi?». Satya è Satya Nadella, il ceo di Microsoft, in quel momento impegnato a Seattle nel suo intervento inaugurale di Build 2025, l'annuale conferenza per gli sviluppatori dell'azienda di Redmond. Nadella sembra esitare brevemente, poi nel video diffuso sui social si vedono due (grossi) addetti alla sicurezza trascinare fuori dalla sala il contestatore. L'apertura di Build 2025 è stata segnata, oltre che dagli annunci tecnologici, anche dalle proteste, con slogan «Free Palestine!» scanditi per chiedere conto al numero 1 di Microsoft delle collaborazioni tra Microsoft e il governo israeliano.

Non è la prima volta che negli ultimi mesi la dirigenza Microsoft affronta contestazioni di questo tipo. Durante le celebrazioni per il 50° anniversario dell'azienda, un evento con la presenza di Nadella e dei suoi predecessori Bill Gates e Steve Ballmer, era stato interessato da proteste non dissimili (terminate poi con il licenziamento delle manifestanti). In un'altra occasione legata ai festeggiamenti, un dipendente aveva definito pubblicamente Mustafa Suleyman, ceo della divisione AI di Microsoft, un «profittatore di guerra».