C’è un momento preciso in cui il viaggio comincia. Ma non è mai quando ci si imbarca. È sempre prima. Per alcuni, comincia con una lista meticolosa, scritta settimane prima della partenza. Per altri, con l'apertura dell'armadio e quel primo, incerto sguardo ai vestiti. E poi c’è chi fa tutto all’ultimo minuto, sperando che il destino metta in valigia ciò che serve davvero. Ma che lo si viva con entusiasmo o con ansia, l’atto di preparare la valigia è molto più che un’operazione logistica: è un rituale, una dichiarazione di intenti, una piccola arte. C’è chi arrotola tutto come un maestro zen dello spazio e chi opta per la strategia “a cipolla” indossando tre strati di maglioni pur di non rinunciare a nulla. C’è chi non parte mai senza un libro e chi dimentica sistematicamente il dentifricio. In un mondo che corre, l’arte della valigia perfetta è il nostro modo di dire: “Sono pronto”.

Valigia last minute? Gli italiani dicono no

Secondo un sondaggio commissionato da eDreams, gli italiani sono tra i viaggiatori più attenti d’Europa quando si tratta di preparare i bagagli. Il 25% si definisce addirittura un minimalista perfezionista e quasi la metà pianifica nel dettaglio ogni contenuto della propria valigia, senza lasciare nulla al caso. A differenza di altri viaggiatori europei, i connazionali si mostrano esperti nella gestione dello spazio e nel pensare a ogni evenienza: il 43% compila una lista e la segue alla lettera, mentre solo un quarto lascia spazio all’ispirazione del momento.