Finisce all’esame della Corte costituzionale la legge “anti-navi ong”, che obbliga gli equipaggi delle imbarcazioni civili a un unico intervento e in due anni le ha costrette a percorrere distanze pari a sette volte il giro del mondo per raggiungere l’approdo assegnato. Il caso riguarda la Ocean Viking di Sos Méditerranée ma è seguito con attenzione dal mondo della flotta civile perché la norma cardine della cosiddetta “strategia della deterrenza” del governo Meloni, adesso potrebbe saltare.
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di Alessia Candito
A inviarla all’attenzione dei giudici della Consulta per verificarne la compatibilità con l’ordinamento costituzionale è stato il tribunale di Brindisi, accogliendo il ricorso dell’ong Sos Méditerranée contro l’ennesimo fermo amministrativo della loro nave di soccorso. Era il 9 febbraio 2024, l’equipaggio aveva portato in salvo 261 persone, fra cui 68 minori, nel corso di diversi interventi. Troppi secondo il Viminale, che per l’ennesima volta ha preso per buona la versione della Guardia costiera libica, arrivata a operazioni in corso e che con manovre pericolose – hanno riferito dall’ong - ha messo in pericolo equipaggio e naufraghi. Nella versione fornita a Roma, sarebbero stati invece i soccorritori a “disturbare”. Risultato, Ocean Viking è stata bloccata per la seconda volta in poco più di un mese.






